venerdì, 31 agosto 2007
Propendo molto volentieri per la
tesi del complotto ,
perchè forse era una persona scomoda
sta di fatto che il principe Carlo
(ditemi che una persona cosi si
possa chiamare principe..va bhe)..
aveva da sempre un altra donna quella
che poco dopo la morte di sua moglie
ha anche sposato ,bhe forse io saro'
troppo tradizionalista ma questo
sicurmanete è stato un matrimonio
di facciata...mi piacerebbe sapere perchè?
Perchè c'era bisogno della sua morte?
...(sono curiosa)
Un ricordo va a lei in questo giorno
a dieci anni da quel tragico...
31 agosto 1997..



Lettera inedita di lady Diana:
«proveranno ad uccidermi»
CNN Italia - 20 ottobre 2003

LONDRA (CNN) --
Dieci mesi prima della sua tragica morte
 nel sottopasso parigino dell'Alma,
il 31 agosto 1997, Lady Diana scrisse
 una lettera in cui preannunciò
che era in atto un complotto per
ucciderla in un incidente automobilistico.
Poi consegnò la lettera al suo maggiordomo,
Paul Burrell, come "assicurazione" per il futuro.

Il quotidiano britannico "Daily Mirror"
ha pubblicato, lunedì,
un estratto della missiva
inviata dalla Principessa del Galles
nell'ottobre del 1996 al suo maggiordomo:
"Questa particolare fase della mia vita
è la più pericolosa" scriveva la principessa.
.... sta progettando un incidente
sulla mia automobile, con un'avaria ai freni
e gravi ferite alla testa per spianare
la strada al matrimonio di Carlo".
Lady Diana faceva anche il nome della
persona artefice del complotto,
ma il quotidiano ha annerito il
nome con una fascetta per evitare
conseguenze di tipo legale.

Comunque, tutta la vicenda sarà
ampiamente raccontata dal maggiordomo
nel suo libro "A Royal Duty" di cui
il quotidiano britannico ha pubblicato
diversi stralci.
"Mi occuperò della vicenda
- scrisse ancora Diana al suo maggiordomo
- e voglio che tu la tenga...
nel caso serva"
Burrell non fu solo il servitore di "Lady Di",
ma anche un amico e confidente
per più di dieci anni.
Lady Diana e il principe Carlo
divorziarono ufficialmente
nell'ottobre del 1996.
Il 31 agosto 1997 l'auto
su cui viaggiava Diana,
inseguita da un nugolo di paparazzi,
si schiantò a 180 all'ora contro
un pilone del tunnel parigino dell'Alma.
Il compagno della principessa, Dodi al Fayed,
e l'autista morirono sul colpo;
Lady Diana qualche ora più tardi
a causa delle gravissime ferite riportate.

Le autorità francesi addossarono
ogni responsabilità della tragedia
all'autista della vettura, Henri Paul,
che avrebbe guidato troppo velocemente
e sotto l'effetto dell'alcool.
Ma il padre di Dodi, Mohamed Al Fayed,
proprietario degli esclusivi
magazzini "Harrods", ha sempre parlato
di complotto e accusato i servizi
segreti britannici della morte della coppia.
La Casa Reale non ha voluto esprimersi
sulla clamorosa rivelazione.
Una profezia
"La lettera -
ha osservato un biografo della monarchia,
Robert Lacey - è una rivelazione
straordinaria e una profezia
destinata ad aggiungere ulteriore
mistero alla figura di Lady Diana".
"C'è qualcosa di magico,
la gente dirà per sempre che
Diana aveva preconizzato la sua morte.
E questo si aggiungerà all'aura magica
soprannaturale e profetica
che circonda Diana".
Quanto all'autenticità della lettera,
l'editore del "Daily Mirror",
Piers Morgan, non ha alcun dubbio:
la grafia con cui è scritta la lettera
è assolutamente simile a quella di Diana.

 
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sussurrato da: cleopatra1997 alle ore 14:38

giovedì, 23 agosto 2007

Premessa : Mi chiedo come sia possibile fare degli esperimenti

sui bambini solo per potere e soldi ,

non mi meraviglio quando si parla di bambini del terzo mondo,

di bambini non italiani, magari senza genitori ,

come quando ancora esisteva il regime di Ciausescu

in Romania quasi 3000 bambini di vari orfanotrofi

delle citta' senza nome senza famiglia fu  i

noculato il virus dell'aids solo ed esclusivamente

per esperimento per vedere cioè gli effetti sugli umani ,

perhè oggi come ieri sono ancora convinta e lo rimarro'

che l'aids come tutte le malattie escono dai laboratori farmaceutici

, vengono costruite a regola d'arte solo ed esclusivamente per soldi...

per vendere i loro vaccini inutili o i loro farmaci inutili,

ma quando si parla di bambini italiani e che un medico

faccia degli esperimenti su bambini senza che noi genitori

abbiamo alcun diritto bhe di questo mi meraviglio..

ma poi c'è tanto da meravigliarsi?...

Sperimentazione clinica abusiva su 1280 bambini
Tratto da "Panomara"

L'accusa è gravissima: nella civile Italia alcuni medici,

retribuiti da una casa farmaceutica straniera, avrebbero

condotto una sperimentazione clinica su 1.280 bambini

sotto i due anni d'età, allo scopo di verificare

l'efficacia di un vaccino antivaricella prodotto negli Stati Uniti,

ma non ancora approvato dalla Food and drug administration,

l'organo americano per la vigilanza farmaceutica.

E l'effetto di questa sperimentazione, sempre secondo l'accusa,

è ancora più grave. Perché una bambina barese

che oggi ha poco più di quattro anni, Maria T.,

subito dopo la somministrazione del vaccino

si era sentita molto male.

Oggi la diagnosi finale dei neurologi è drammatica:

autismo, una malattia che limita ogni capacità di relazione,

di linguaggio, d'espressione.
Poche settimane fa la famiglia di Maria ha citato in giudizio

il medico barese che aveva condotto quella

che viene definita esplicitamente

«una sperimentazione abusiva».
La richiesta di risarcimento, curata dagli avvocati Francesco Terruli

e Giovanni Carrieri, coinvolge anche la casa

farmaceutica produttrice del vaccino antivaricella,

la statunitense Merck.
In quelle 22 pagine la famiglia di Nicola T.,

un imprenditore edile di Bitonto (Bari), ripercorre una storia

che ha dell'incredibile e comincia esattamente tre anni fa,

il 4 dicembre 2000. Quel giorno Francesca, mamma di Maria,

porta la figlia alla Asl di Bitonto per la

vaccinazione contro la varicella.

«Quando esce» racconta suo marito

«Maria è stata vaccinata anche contro rosolia, parotite e morbillo»

. Nessuno, apparentemente, ha informato la donna di quello

che è stato somministrato alla figlia:

«Mia moglie tornò a casa senza aver capito,

quasi frastornata da tutte quelle i

niezioni non previste» sostiene Nicola.

«Non ricorda nemmeno di aver sottoscritto

il foglio del cosiddetto “consenso informato”.

E in effetti, almeno nelle nostre copie del documento, la sua firma non c'è».

Subito dopo la vaccinazione Maria si ammala:

prima compare un febbrone, poi una grave otite e un brusco

calo delle piastrine nel sangue. Così viene ricoverata più volte in ospedale.
Passano i mesi e la bambina accusa crescenti difficoltà di linguaggio.

Quindi smette di parlare, definitivamente.

La diagnosi di autismo arriva un anno più tardi.
A quel punto Nicola e Francesca, disperati,

cercano di comprendere che cosa sia accaduto.

Si convincono che esista un legame diretto fra

i vaccini e l'insorgere della malattia.

Consultano un pediatra barese, Massimo Montinari,

che da tempo è anche un'autorità conclamata nel

campo dei rischi da vaccinazione: l'anno scorso ha scritto un libro,

Autismo, nel quale ha sostenuto, dati alla mano,

che i bambini resi handicappati da vaccini sono oltre 1.200.
Insieme con Montinari e con gli avvocati, la famiglia T.

finalmente arriva a mettere gli occhi sulla documentazione del caso.

Solamente pochi mesi fa si scopre che nel dicembre del 2000

a Maria è stato somministrato un vaccino antivaricella

sperimentale mai utilizzato prima sull'uomo: il P32.

«Nel modulo del consenso informato» dice Montinari

«c'è scritto che si tratta di uno studio sulla sicurezza

e sulla tollerabilità del P32, quando viene somministrato i

insieme con altri vaccini antirosolia,

morbillo e parotite nei bambini fra i 12 e i 23 mesi».
Quel documento, che secondo i legali della famiglia

T. è stato firmato solo dal medico barese che tre

anni fa aveva vaccinato Maria,

continua spiegando che si tratta del «primo studio»

condotto per conto della casa farmaceutica statunitense.

Aggiunge che il P32 «non è stato ancora approvato dalla

Food and drug administration», e che esiste la

possibilità di «effetti avversi (negativi) che attualmente non si conoscono».

Montinari, che oggi è perito legale della famiglia T.,

è certo che il P32 sia all'origine dell'autismo di Maria.

E sottolinea, caustico, che nel documento del «consenso informato»

si legge pure che il medico responsabile della ricerca,

un docente dell'università di Bari, è stato

«remunerato dalla Merck per realizzare lo studio».

Il pediatra è scandalizzato: «Vorrei che qualcuno mi spiegasse»

sillaba Montinari «se in Italia sia davvero permessa

la sperimentazione di farmaci su bambini, tanto più se retribuita

dalle multinazionali e se priva del consenso informato dei genitori».
Le scoperte della famiglia T., intanto, continuano a crescere:

la sperimentazione del P32 sarebbe stata condotta,

non solo sulla piccola Maria ma su un totale di 1.280

bambini in tutta Italia. E ora la famiglia accusa la Asl

e il medico «responsabile della sperimentazione» di non

avere avvisato il ministero della Salute di quanto era

accaduto a Maria fino al giugno 2002. Un fatto grave,

perché l'insorgere di effetti collaterali così gravi doveva

essere subito segnalato alle autorità sanitarie.

«Viene da domandarsi» aggiunge l'avvocato Terruli

«che cosa sia accaduto agli altri 1.279 bambini».
Luigi Biasio, direttore medico della joint-venture

tra le case Merck, Aventis e Pasteur Merieux,

produttrici del vaccino, nega tutto: «Il P32 non è

affatto un nuovo vaccino» dice «ma è solo l'evoluzione

di un farmaco antivaricella, il Varivax, sicuro e impiegato

da anni su 40 milioni di bambini americani. Non si tratta di una sperimentazione,

ma di uno studio clinico. E a noi finora non risulta ufficialmente

alcun caso di effetti collaterali: né quello della piccola Maria T.,

né di alcuno degli altri 1.279 bambini».
Ma i legali della famiglia T. sospettano addirittura

che nel giugno 2002 il medico dello studio clinico

abbia certificato il falso al ministero, segnalando

come possibile causa dell'autismo di Maria la somministrazione

di un comune vaccino antivaricella, e non del P32 che invece

le era stato effettivamente inoculato. Biasio, però, nega anche questo.
«Resta il fatto che, a quattro anni, Maria non parla:

emette lamenti» dice suo padre Nicola, che ogni giorno

l'accompagna in un istituto di Andria. Ora sarà il

Tribunale di Bari a stabilire la verità. Un'udienza

è prevista per il 20 gennaio 2004. La famiglia T.

ha chiesto un risarcimento di 2 milioni e mezzo di euro.

Largo all'Antimorbillo
Un piano nazionale di massa per debellare l'infezione

I casi di gravi reazioni allergiche nelle vaccinazioni sono assai rari.

Non per questo devono essere sottovalutati

dai medici e dalle autorità sanitarie. Anche per questo motivo

la drammatica vicenda della bambina Maria T. si dimostra importante:

la mancata segnalazione degli effetti collaterali

può rallentare le contromisure e moltiplicarne i casi.
Proprio in questo periodo, fra l'altro,
in Italia si torna a parlare di vaccinazioni di massa.

Il ministero della Salute, infatti, ha appena lanciato un piano nazionale

per l'eliminazione del morbillo e della rosolia congenita.

I bambini non vaccinati contro il morbillo oggi sono 25 su cento,

ma in alcune regioni la percentuale aumenta al 50.
Il piano dovrebbe costare circa 7 milioni di euro.

Sarà impiegato un vaccino trivalente, contro morbillo,

parotite e rosolia. L'obiettivo è evitare l'emergenza

del 2002, quando in tutta Italia si verificarono 30 mila

casi di infezione e tre morti. Una vaccinazione straordinaria

verrà pertanto raccomandata (ma non resa obbligatoria) per

i bambini che frequentano scuole elementari e medie inferiori.
Le associazioni di genitori e medici che da tempo sottolineano

la potenziale rischiosità delle vaccinazioni, come per esempio

Vaccinetwork, hanno chiesto al ministero della Salute

verifiche e garanzie sulla sicurezza dei preparati.
Testo di Maurizio Tortorella

Tratto da: www.panorama.it  Link:
http://www.panorama.it/italia/cronaca/articolo/ix1-A020001021918
http://www.promiseland.it/view.php?id=732  
http://www.mednat.org/vaccini/aut_vaccini.htm
http://www.spiritualsearch.it/files/index.cfm?id_rst=441&id_art=5650


www.disinformazione.it

sussurrato da: cleopatra1997 alle ore 22:18

sabato, 11 agosto 2007

PREMESSA: Posto qui di seguito le iniziative
che abbiamo intrapreso nel nostro gruppo
di grafica non si sa mai che qualcuno vuole
partecipare da ieri la com è pubblica chiunque puo'
leggere e vedere i nostri lavori e in caso partecipare
previa iscrizione ...dal post di Asia la gestrice del gruppo...


Eccomiiii..... quando non mi leggete amici cari è

perche' c'e' nell'aria qualcosa di nuovo

E nell'aria questa volta c'e' un lavoro molto ma

molto divertente ma soprattutto creativo da fare

tutti insieme appassionatamente

Le carte da gioco

Ci è stato proposto di realizzare un

mazzo di 40 carte italiane, quindi sara' un

qualcosa a lunga scadenza.

Per iniziare assegnero' una carta a settimana

mettendo a disposizione il tube, ovvero la

sagoma della carta da realizzare.

Lo scopo sara' quello di affidarci alla nostra

fantasia e realizzare per questa settimana un bellissimo

 

 

Re di Coppe

Puo' essere utilizzato qualunque genere di

soggetto l'importante e' che faccia capire

quale carta stiamo realizzando.

Inoltre il tube messo a disposizione,

non deve per nessun motivo essere

modificato nelle dimensioni o nella struttura di base.

Non verranno presi in considerazione

i lavori che non rispetteranno questa regola.

Al termine della settimana si scegliera'

quale delle carte realizzate sara' la migliore e

verra' inclusa nelle 40 carte che andremo

a creare per formare il nostro mazzo DITUTTOUNPO'

Al termine del nostro gioco quando avremo

il mazzo completo si fara' il conteggio

di quante carte dello stesso artista sono

state scelte e colui che ne contera' di piu'

ricevera' un premio vero e proprio  

Ci saranno anche un secondo e un terzo premio...

e molto probabilmente una sorpresa per tutti voi.

cliccando sul link che segue, potrete scaricare il tube

http://h1.ripway.com/aassiiaa/zip%20tube/sagomacartagioco.zip

 

Buon divertimento a tutti ma soprattutto buon lavoro

Lo staff DITUTTOUNPO'

 

sussurrato da: cleopatra1997 alle ore 12:32

venerdì, 10 agosto 2007
  • Visto che questo blog non è solo un blog di pubblica utilita' e che rispecchia le mie idee politiche e non, mi permetto di consiglirvi la visione dei miei lavori di grafica sarei contenta se lascerete un commento in merito..anche critiche le accetto volentieri , per migliorarsi sono utili...

sussurrato da: cleopatra1997 alle ore 12:12

venerdì, 10 agosto 2007
Previti si è dimesso. Ma ne restano ancora 24...

Dal blog di Beppe Grillo parte
 la marcia virtuale per inaugurare il V-Day

In seguito alla condanna a sei anni nel processo Imi-Sir,
 Cesare Previti si è dimesso.
Ma sono ancora 24 i parlamentari condannati in via
 definitiva che siedono in Parlamento...

Basta! Parlamento pulito
    CONDANNATI DEFINITIVI IN PARLAMENTO
(Aggiornato a Giugno 2006)


   1. Berruti Massimo Maria (FI)
   2. Biondi Alfredo reato poi depenalizzato (FI)
   3. Bonsignore Vito (Udc - Parlamento Europeo)
   4. Borghezio Mario (Lega Nord - Parlamento Europeo)
   5. Bossi Umberto (Lega Nord - Parlamento Europeo)
   6. Cantoni Giampiero (FI)
   7. Carra Enzo (Margherita)
   8. Cirino Pomicino Paolo (Democrazia Cristiana - Partito Socialista)
   9. De Angelis Marcello (An)
  10. D'Elia Sergio (Rosa nel Pugno)
  11. Dell'Utri Marcello (FI)
  12. Del Pennino Antonio (FI)
  13. De Michelis Gianni (Nuovo Psi)
  14. Farina Daniele (Prc)
  15. Jannuzzi Lino (FI)
  16. La Malfa Giorgio (Pri)
  17. Maroni Roberto (Lega Nord)
  18. Mauro Giovanni (FI)
  19. Nania Domenico (An)
  20. Patriciello Aldo (Udc)
  21. Previti Cesare (FI)  Obiettivo raggiunto
  22. Sterpa Egidio (FI)
  23. Tomassini Antonio (FI)
  24. Visco Vincenzo (Ds)
  25. Vito Alfredo (FI)

Elenco delle condanne definitive a carico dei parlamentari


Il Vaffanculo-Day comincia con una marcia virtuale...
LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE: "PARLAMENTO PULITO"    


NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI
No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento -
Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento
 se condannato in via definitiva, o in primo e secondo
 grado in attesa di giudizion finale.

DUE LEGISLATURE
No ai parlamentari di professione da venti e
trent'anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano può essere
 eletto in Parlamento per più di due legislature.
La regola è valida retroattivamente.

ELEZIONE DIRETTA
No ai parlamentari scelti dai segretari di partito -
I candidati al Parlamento devono essere votati
dai cittadini con la preferenza diretta.


«L'8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day,
o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco
 in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato
otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che
 dal 1943 non è cambiato niente.
Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando,
oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturali”.
Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare»

marcia.jpg(Beppe Grillo


)
sussurrato da: cleopatra1997 alle ore 12:06

venerdì, 03 agosto 2007
Premessa:Avevo trattato questo argomento tempo fa,
senza pero' avere dei riscontri ora che ho nomi cognomi ecc
 ho deciso di pubblicare in piu' "puntate "perchè
 è molto lungo questo resoconto su quanto siamo
 manipolati dal governo Americano ancora dopo tutti questi anni,
 stiamo ripagando qualcosa che non dovremmo piu' pagare ,
come noi altre nazioni, presto arrivera' il nuovo ordine mondiale
 e noi ancora non ne siamo a conoscenza perchè
chi dice una cosa simile chi va contro l'America?
 nessuno ..questo è quello che inizio a raccontare
tratto da un sito di informazione alternativa,
sull'Aids ma ci sono altre migliaia di cose da dire
 che piano piano elenchero' in questo mio piccolo spazio ,
 non si puo' leggere e non credere con statistiche o dati alla mano,
ok se riuscite a leggere tutto mi farebbe piacere a giorni riusciro'
a postare il seguito...

AIDS: menzogne, razzismo e imperialismo

Cosa si nasconde dietro la guerra batteriologica “terrorista”
Un sottile filo nero unisce guerra batteriologica, CIA, scienziati delle multinazionali e AIDS…

Cominciamo a sciogliere i gomitolo nero…
"Gli scienziati che hanno lavorato alla messa a punto
degli armamenti batteriologici e dei virus,
per conto del governo degli Stati Uniti e della CIA,
dispongono di biotecnologie genetiche e molecolari
estremamente sofisticate e specifiche che li hanno messi
 in grado di costruire quello che potremo definire
 letteralmente lo stimolo per la predisposizione a
certe malattie in certe razze umane".
Dottor L. Horowitz, autore del libro
 "Emerging Viruses, AIDS & Ebola, Nature, Accident or Intentional?"

E’ oltre un anno che i media americani parlano
 incessantemente di un possibile conflitto batteriologico.
Ora sembra, a prima vista, che questo conflitto sia scoppiato.
Evidentemente questa guerra ha un duplice scopo:
da un lato, offre lo spunto per attaccare militarmente
gli Stati che di volta in volta Bush decide di accusare
(si è fatto il nome dell’Iraq); dall’altro,
offre la possibilità di giustificare il fatto che gli Stati Uniti
 sono il primo produttore mondiale di armi batteriologiche
 sviluppate su commissione della CIA da laboratori come
 la Litton Bionedics. I laboratori di ricerca Hazeltine sono
quelli dove per la prima volta comparve il Reston virus,
altrimenti conosciuto come il micidiale Ebola.
Sei mesi fa, due milioni e quattrocentomila militari
statunitensi sono stati vaccinati contro il virus dell’antrace.
Strana coincidenza?
Ma il filo nero che collega imperialismo
 economico e militare americano è destinato a sollevare ben altri dubbi…
Innanzitutto, che cosa si nasconde dietro i vaccini?
 I vaccini sono prodotti dalle industrie americane
 che fanno capo a Rockefeller.
Tali vaccini contengono virus cancerogeni e immunosoppressori.
 Ora si dà il caso che il Governo americano
 abbia prodotto leggi illuminanti,
 che garantiscono le norme sui brevetti e gli accordi di non divulgazione
 imposti dalle multinazionali farmaceutiche.
 Così, sebbene si sappia che i vaccini
 contengano virus cancerogeni come l’SV40 ed altri ancora,
 nessuna rivista scientifica può pubblicarne la presenza.
Solo scienziati indipendenti possono farlo,
a rischio di querele e di carriere spezzate.
Il filo nero assume una maglia molto più grande…
Altra cosa interessante da sapere:
le industrie farmaceutiche americane sono, per legge,
affiliate al sistema militare.
Abbiamo citato Rockefeller: senza indagare molto,
 scopriamo che il filo nero si estende
storicamente ad oltre cinquant’anni fa.
Le radici affondano nel nazionalsocialismo.
Gli Stati Uniti ne sono i legittimi eredi.
 La famiglia Rockefeller aveva una piena collaborazione
 con la IG-Farben, l’industria schiavistica
che produceva i suoi prodotti ad Auschwitz,
usando manodopera dei prigionieri.
La IG-Farben e i Rockefeller erano coinvolti
in un’operazione di Eric Traub, ricercatore medico biologico
 al servizio di Hitler e sviluppatore di armi batteriologiche.
 Lo scopo di Traub era di creare dei virus che colpivano
 soltanto determinate popolazioni.
Ma a quel tempo la ricerca genetica era solo agli albori.
Furono gli USA a sviluppare questa “scienza del gene” e della morte.
La maglia di allarga… Henry Kissinger,
che gli americani giudicano un patriota mitico e meraviglioso,
 era il responsabile dei servizi segreti
durante la seconda guerra mondiale per la “caccia ai nazisti”
(il poco famoso “progetto Paperclip”).
Kissinger non “cacciava” i nazisti per produrre
 prove sui loro crimini da addurre al processo di Norimberga
 o in altri processi, ma lavorava per il loro riciclaggio
 nell’Intelligence e nelle industrie americane.
 Tra coloro che vennero “cacciati” e riciclati ci fu anche Traub,
 che venne assunto dalla Marina Americana
(ma lavorò anche per l’Università della California
 e per aziende affiliate alla marina militare).
Nei suoi lavori, Traub produsse virus mutanti ibridi che
avrebbero prodotto il cancro e immuno-depressione.
Tale lavoro prefigura lo “Special Virus Cancer Program”,
 quello che oggi ha assunto il nome “Progetto del Genoma Umano”.
Si tratta di un’evoluzione del progetto
 hitleriano per l’igiene razziale.
Ma non fu neppure Hitler a inventare questo “progetto”.
Esso risale infatti agli anni Venti: le famiglie Rockefeller,
Prescott, Bush (il nonno dell’attuale Presidente)
avevano il progetto di eliminare certe razze dal pianeta.
Furono queste famiglie che appoggiarono l’ascesa del nazismo.
Nell’ambito del “Progetto del Genoma Umano” l’Hazeltine,
la Litton Bionedics e tutti i programmi per gli armamenti batteriologic
i continuano questo progetto di eliminazione di certe razze.
Un paio d’anni fa, con grande plauso della scienza mondiale, dai laboratori di Colt Spring Harbor (vicino a New York City) è stato annunciato il completamento
 dei genomi umani, cioè è stato dimostrato il legame
 di certi geni con certe razze e con certe
 disposizioni verso alcune malattie.
Nel campo della ricerca medica statunitense
 compaiono articoli dai titoli illuminanti:
"Scoperto cancro al polmone nelle donne ebree",
 oppure
"Scoperto il gene dell’anemia falciforme negli uomini di colore",
oppure "Scoperto lo sviluppo del sarcoma negli uomini discendenti dagli ebrei europei",
oppure "Scoperta infezione da Ebola nelle persone di colore".
Trovo molto interessante far notare come si parli frequentemente
 del “gene degli ebrei” o del “gene dei negri”.
Ma diamo spago al filo nero…
Nel 1970 il Dipartimento della Difesa statunitense
stanziò oltre 10 milioni di dollari per uno studio
di cinque anni indirizzato allo sviluppo di microrganismi
 in grado di devastare il sistema immunitario,
da utilizzare in un’eventuale guerra batteriologica.
Tale finanziamento era finito nelle mani della Litton Bionedics.
 Due milioni di dollari all’anno per sviluppare
questo tipo di microrganismo sia nel settore delle armi biologiche,
che per ricerche sul cancro e sui vaccini.
Quegli studi hanno prodotto vaccini messi sul mercato,
che avevano l’effetto collaterale (previsto)
di devastare il sistema immunitario.
Sappiamo anche che il vaccino
che più verosimilmente ha diffuso nel mondo
l’AIDS e forse anche l’affaticamento cronico
(dato che sono comparsi entrambi nello stesso periodo)
fu il vaccino sperimentale per l’epatite B
che venne preparato nei laboratori Merck, Sharpe & Dohme,
 con il supporto del CDC [Centers for Disease Control]
e dell’FDA [Food & Drug Administration - USA].
Sappiamo che questo particolare vaccino dell’epatite B
 venne in parte preparato in scimmie contaminate,
 che furono mandate dalla Litton Bionedics.
Il dottor W. John Martin, ex-direttore della Sezione
 di Oncologia Virale del Dipartimento di Biologia dell’FDA,
con coraggio, ha detto che non c’è nessuna ragione per cui
questi vaccini continuino ad essere contaminati
 e che le autorità possiedono la capacità
e la tecnologia per ripulirli. Eppure non lo fanno.
L’SV40 che è presente nei vaccini orali
 per la polio (tutt’oggi obbligatori negli Stati Uniti),
 somministrati nei primi anni ’60 a ben oltre
 100 milioni di persone in tutto il mondo
(per lo più in Russia), attualmente si è esteso
nella collettività e si sta diffondendo.
Questi vaccini non sono mai stati ripuliti
 completamente ed oggi stanno dando ancora
 virus di scimmia contaminati ad esseri umani.
In un recente articolo del Jama [Journal of American Medical Association]
 si parla del 25% di una numerosa popolazione
 italo-americana che porta questi virus di scimmia nell’organismo.
 Tali virus sono la causa fondamentale della
 distruzione dell’apparato immunitario.
Il virus dell’AIDS potrebbe essere il risultato
di uno sviluppo sintetico, mescolando un certo numero
di virus killer nel tentativo di creare un virus
che distrugga il sistema immunitario.
 Fu il 12 febbraio 1962 che iniziò lo Special Virus Cancer Program.
In particolare verso la fine degli anni ’60
i ricercatori della Litton Bionetics – diretti dal dr. Robert Gallo – come pure quelli dell’NCI [National Cancer Institute] erano molto esperti nel prendere virus di scimmia e ricombinarli con virus RNA della leucemia felina che provocava una lunga lista di sintomi identici a quelli di cui soffrono i malati di AIDS. In alcuni studi questi virus vennero coltivati in globuli bianchi umani ed in altri in cellule di tessuto fetale umano, così che si adattassero. Il vaccino per l’epatite B odierno porta ancora un enzima altamente cancerogeno, che le autorità non hanno ancora rimosso. Quel miscuglio che chiamano vaccino, fatto di proteine decomposte, virus cotti, batteri morti natanti in quel fluido contenente formaldeide e derivati del mercurio, che viene iniettato nel corpo di un neonato o di un soldato, a che titolo dovrebbe fare bene? I vaccini non fabbricano anticorpi, ma sono veleni per l’organismo, producono malattie gravi, invalidanti, mortali. Le statistiche ci illuminano al riguardo: i vaccini hanno fatto aumentare il numero delle malattie.
Le malattie sono state create a tavolino. L’AIDS non ne è escluso. Il dr. Robert W. Simpson della Rutger Univ. di New Jersey, comunica alla "American Cancer Society Seminar for Science Writers" che i vaccini provocano alterazioni nell'RNA creando aberranti "provirus" che rimangono latenti nel corpo, e che in determinate condizioni scatenano svariate malattie dichiarate incurabili: artrite reumatoide, sclerosi multipla, lupus eritematoso disseminato, morbo di Parkinson...
L’AIDS dicevamo… che cosa è? E’ prima di tutto un enorme giro di denaro fatto di migliaia di miliardi di dollari, con la vendita di preservativi e gli infiniti eventuali vaccini. Migliaia di associazioni parassite si reggono in piedi con la scusa di fare ricerche. Ma l’unica cosa che cercano sono i soldi.
L’AIDS non è dichiarata una “malattia”, ma una sindrome, quindi un insieme di sintomi. AIDS significa Sindrome di Deficienza Immunitaria Acquisita: non una nuova malattia, ma un insieme di sintomi di vecchie malattie raggruppati insieme apparentemente senza ragione.
Nel 1981 il dottor Gottlieb, immunologo, individuò cinque persone malate, che non avevano mai avuto contatti tra loro che presentavano sintomi comuni, caratterizzati da un sistema immunitario fortemente indebolito. Questa “malattia” venne battezzata col nome di AIDS.
La nascita dell’AIDS fu annunciata il 23 aprile 1984 dalla stampa, non dal dibattito scientifico. L’annuncio era gioioso perché veniva comunicato che il Governo americano avrebbe stanziato subito milioni di dollari per la ricerca. E questo prima ancora che la scienza avallasse l’ipotesi di una malattia con prove. Il Segretario alla Sanità statunitense, Margaret Heckler (Governo Reagan, che fu eletto con l’appoggio della Wellcome Trust Corporation, proprietaria della Wellcome Foundation, produttrice di farmaci) e il dottor Gallo, dissero che ci sarebbero voluti un paio d’anni per trovare il vaccino. Si disse che la “malattia” era causata dalla trasmissione di un virus, l’HIV (human immunodeficiency virus), attraverso il sangue e i rapporti sessuali.
Dopo migliaia di miliardi e 17 anni di ricerche, ancora non abbiamo una cura efficace. Questo virus è un fantasma: non ne è mai stata dimostrata l’esistenza, non è mai stata pubblicata una foto di una sola particella di esso, ma soprattutto non sono mai stati pubblicati gli esperimenti di laboratorio sulla sua esistenza. L’HIV non risponde neppure ai requisiti di un virus: se un liquido così infettivo si trasmette attraverso il sangue, lo sperma e i liquidi vaginali, perché non dovrebbe trasmettersi attraverso la saliva il sudore e le lacrime? (A proposito, dato che è una malattia “sessuale” le prostitute dovrebbero esserne le prime colpite, invece ne risultano praticamente immuni: in Italia nel 1993 si sono verificati sei soli casi, nel 1995 solo 22!). La medicina ufficiale non ha mai trovato una risposta scientifica. Non sappiamo neppure quanto è la presunta incubazione del virus. Siamo passati dai 10 mesi circa dei primi tempi ai 14 anni di oggi! I sieropositivi che non si ammalano d’AIDS dovrebbero suggerire una riflessione sul dogma HIV=AIDS, invece vengono chiamati “lunghi sopravviventi”, con una formula che deroga da ogni principio medico e scientifico. Il virus del morbillo ha una incubazione di 9 giorni inalterata da secoli! Perfino i “test per l’AIDS” sono del tutto inattendibili: il 50% dei sieropositivi non si ammala di AIDS e un terzo dei malati di AIDS produce “test dell’HIV” negativi (nel 1984, Montagner – che ritroveremo, in quanto è il co-scopritore del virus dell’HIV insieme all’americano Gallo – constatò che nel 32% dei casi esaminati i malati di AIDS avevano un test dell’HIV negativo, cioè non avevano il virus dell’HIV in corpo!). Affermare che l’unica causa dell’AIDS è l’HIV ed affermare che vi sono casi di AIDS in cui non è presente il virus dell'HIV è una contraddizione madornale e ridicola che sconfessa tutto quanto sa la scienza ufficiale in campo di malattie infettive.
La prevenzione serve a qualcosa? Certamente: anzitutto serve a creare e diffondere emergenza, disinformazione e allarme sociale. E serve soprattutto a discriminare comportamenti “anormali” e “diversi”. La “prevenzione” ha rinsaldato la morale cattolica e borghese, minacciata da decenni di lotte sociali. L’AIDS è stato inventato nel periodo dei Reagan e Tatcher, periodo di grandi sistemi reazionari, che aprirono la strada all’attuale periodo di libero mercato, libera circolazione degli schiavi, pensiero unico, americanismo dilagante, sottomissione del pianeta al nuovo ordine mondiale americano.
Le grandi epidemie che si sarebbero verificate in Africa non sono giunte. Il dottor Kary Mullis ci illumina al riguardo: “Hanno considerato il gran numero di persone sieropositive (in Africa) prima di accorgersi che gli anticorpi della malaria – che in Africa hanno tutti – si mostrano nei test come ‘positivi all’HIV’.”
Le cure per l’AIDS, dopo anni di ricerca e miliardi di dollari, hanno del ridicolo: l’AZT, clamoroso insuccesso della Wellcome come trattamento anticancro, viene ripresentato come trattamento antiAIDS dopo che gli è stato cambiato il nome in Retrovir! Ovviamente il costo dell’AZT-Retrovil decuplicò nel giro di pochi giorni… Nel 1995 la Wellcome Inc. si unisce alla Glaxo Inc., colosso farmaceutico americano e diventa GlaxoWellcome Inc., supermultinazionale presente in ogni angolo del mondo, il cui fatturato annuo (1997) supera i 13,8 bilioni di dollari (che non so proprio dire a quanto equivale in lire). Chiudiamo il discorso AZT con le parole del suo inventore, Richard Beltz: “L’AZT [azidotimina] non aveva prospettive per due ragioni: i miei studi hanno mostrato che era cancerogeno in ogni dosaggio e che era troppo tossico anche per usi di breve periodo”. Immaginatevi che questo veleno viene dato come cura a persone che soffrono di Immunodeficienza, come i malati di AIDS!!!
Sono in crescita, sempre più numerosi, gli scienziati che escono fuori dal coro e sostengono che l’AIDS sia un’enorme invenzione e costituisca semplicemente il prodotto di un indebolimento di tutte le strutture immunitarie del corpo dovute essenzialmente a sostanze tossiche iniettate con i vaccini. Alcuni esempi illustri: il Dr. Rubin, dell’Università della California, l’epidemiologo inglese Stewart, il dottor Gilbert, virologo Premio Nobel, il dottor Sabin, inventore del vaccino della polio, il dottor Root-Bernstein, dell’Università del Michigan, il dottor Duesberg, biologo molecolare di fama mondiale, esperto in retrovirus; tra gli italiani citerò soltanto Luigi De Marchi (psicologo clinico e sociale) e Fabio Franchi (infettivologo, studioso di teoria e tecnica della metodologia), autori del libro: “AIDS: la grande truffa”… Molti negano validità alla teoria che ipotizza che l’AIDS sia prodotto dal virus HIV. Altri negano l’esistenza a questo virus.
Il dottor Duesberg è in prima linea nell’accusare la multinazionale GlaxoWellcome di crimini contro l’umanità. Tutti i fondi per finanziare le sue ricerche sono stati tagliati. Duesberg è tenuto sotto costante controllo da CIA e FBI. Molto indicativo… Duesberg è una sorta di “capostipite” di quella larga schiera di “dissidenti” (Premi Nobel, luminari della scienza, biologi, intellettuali, scrittori, politici, ricercatori, psicologi…), censurati e boicottati da media e istituzioni, che ritengono che l’AIDS sia un’invenzione a tutto vantaggio delle multinazionali. La tesi del dottor Duesberg è questa: “L’HIV è solo un latente, e perfettamente inoffensivo retrovirus, di cui molti, ma non tutti, i malati di AIDS possono essere i portatori. Dire che l’HIV è la causa dell’AIDS significa mettere da parte tutto ciò che sappiamo sui retrovirus… La teoria dell’HIV è inconsistente assurda e paradossale”.
Scrisse benissimo Amedeo Bordiga nel n. 4 di Prometeo del 1952: “Non vi è più potente fregnaccia, che la tecnica moderna non sia lì pronta ad avallare, e rivestire di plastiche verginali, quando ciò corrisponde alla pressione irresistibile del capitale e ai suoi sinistri appetiti”.
Solidarizziamo con tutti i popoli che di volta in volta verranno accusati di terrorismo batteriologico per dare il pretesto a guerre americane! I terroristi batteriologici sono sotto gli occhi di tutti, e noi lottiamo contro di loro…

AIDS: dominio di classe?…
“Nessuna delle cause dell’AIDS è oggi combattuta, neanche denunciata ufficialmente. Il sistema che produce le carestie, l’inquinamento, le tossicomanie, le perversioni sessuali, la mistificazione dei desideri e della loro realizzazione – cioè l’insieme dei fattori induttori di AIDS – finanzia le ricerche e dà ordini ai ricercatori. Tramite gli Stati, deve contemporaneamente difendere la propria esistenza generatrice dell’AIDS, e prendere provvedimenti contro l’epidemia”.
[Michel Bounan, autore del libro “Le temps du SIDA”]
Ho accennato a molte cose, spesso legate tra loro da un filo che unisce capitalismo, industrie farmaceutiche multinazionali, servizi segreti e Governi. Ma altro materiale documentario deve essere messo sulla carta per cominciare a vedere crescere questa maglia nera, tessuta da mani criminali…
Se l’AIDS è, come possono farci pensare le prime poche notizie che ho esposto, un “prodotto” della grande distribuzione capitalistica, deve esserci un risvolto di classe. Da un lato la borghesia capitalistica dell’Occidente, dall’altro il mondo degli sfruttati, degli emarginati, dei poveri, degli esclusi… se così è, si tratta di un indizio in più sulla giustezza delle nostre tesi.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) alla fine del 1999 dovevano esserci nel mondo oltre 33 milioni e mezzo di persone colpite dal virus dell’HIV. Più del 95% di esse sarebbe residente nei paesi in via di sviluppo. Oltre il 70% nell’Africa sud-sahariana. Nel Sud Africa il 10% della popolazione (più di quattro milioni di persone) risulta sieropositivo, mentre nei paesi vicini come il Botswana, il Lesotho, la Namibia e lo Zambia, la percentuale dei “contagiati” è superiore. La maggior parte degli esperti ritiene queste cifre esagerate e senza alcun contatto con la realtà.
Risulta chiaro, comunque, che gli infetti sono la stragrande maggioranza dei poveri del mondo, affamati dall’imperialismo e dalle sue multinazionali che con tanto di belle parole dicono di essere le sole che si battono per la sconfitta definitiva dell’AIDS.
Come ho riportato, il dottor Kary Mullis ha smascherato l’errore: sono stati ritenuti infetti tutti coloro che hanno gli anticorpi della malaria sviluppati, cioè moltissimi africani. Il problema è che queste voci sono tenute nascoste dagli organi ufficiali legati alle multinazionali perché ciò limiterebbe quasi totalmente l’enorme giro di denaro che scorre dietro all’AIDS. Quindi moltissimi africani credono che l’AIDS sia sempre dietro l’angolo.
Nel luglio 2000 a Durban, in Sud Africa si è tenuta la conferenza mondiale sull’AIDS. Il presidente sudafricano Mbeki ha tenuto un discorso che ha creato sconcerto tra tutti i rappresentanti delle varie comunità scientifiche. Mbeki ha messo sul banco degli imputati l’imperialismo capitalista e la sua opera di spoliazione di interi continenti. Le sue dichiarazioni legano indubitabilmente il capitalismo ai disastri dei popoli africani: “E’ la povertà il più grande assassino del mondo e la maggior causa di malattie e sofferenze. Non possiamo dare la colpa al solo virus HIV, dobbiamo combattere una guerra su tutti i fronti. Qui prima che di AIDS si muore di malaria, tubercolosi ed epatite B”. Queste dichiarazioni vennero completate dicendo che la malnutrizione cronica, la debilitazione fisica, le cattive condizione igieniche cui sono costretti centinaia di milioni di africani sono spesso diagnosticate erroneamente e volutamente come AIDS.
Nell’aprile 2001 a Pretoria si è concluso il processo intentato da un consorzio di 39 multinazionali, la “Big Pharma”, contro il “Medicine Act” del Governo del Sud Africa. Questo atto legislativo fu emanato da Mandela nel ’97 e permette la registrazione forzata e l’importazione parallela dei costosissimi farmaci anti-AIDS. La registrazione forzata è un modo con cui i Governi, in situazioni di emergenza, autorizzano la propria industria nazionale a produrre i farmaci senza pagare i costosissimi diritti alle multinazionali che detengono il brevetto. L’importazione parallela consente al Governo di importare i prodotti da un paese terzo che lo produce a un prezzo decisamente più basso perché attua la registrazione forzata. Ovviamente le multinazionali vogliono essere le uniche a poter distribuire il prodotto anti-AIDS (su cui si è già detto) e non accettano leggi che consentano di ribellarsi alla loro dipendenza. Il processo si è concluso positivamente per Mandela.
Un militante sudafricano del movimento antimperialista contro le multinazionali riferì: “Questo che abbiamo vinto è solo il primo round. Per assicurare realmente l’accesso alle cure per i milioni di ammalati di AIDS dell’Africa è necessario continuare la lotta perché Big Pharma farà di tutto per impedire l’attuazione del Medicine Act e per tutelare i suoi profitti” [“Che Fare”, n°55].
Big Pharma non si è ritirato dal processo per filantropia, bensì perché le masse oppresse sudsahariane rischiavano di far crescere il malumore anche tra gli occidentali. I cartelli dei manifestanti contro le multinazionali dicevano: “Big Pharma assassina della povera gente”. Inoltre ha contribuito al ritiro anche l’affacciarsi sul mercato mondiale dell’industria farmaceutica di altre nazioni, come il Brasile e l’India che con farmaci equivalenti e con un costo enormemente inferiore, potevano intaccare il monopolio assoluto delle multinazionali.
Si può parlare di vittoria di Mandela contro le multinazionali? Certamente e ovviamente no. Nonostante la registrazione forzata e l’importazione parallela siano formalmente previste dal WTO (Organizzazione Mondiale per il Commercio), il Medicine Act del 1997 non è mai stato messo in atto a causa di continue minacce di ritorsioni economiche e di sanzioni ad opera degli Stati Uniti contro il Sud Africa. E ciò non è un caso isolato.
Il processo di Pretoria è stato visto come un grave pericolo da tutti gli organi della borghesia, non solo da quelli legati all’industria farmaceutica. In Italia, il giornale della Confindustria, il “Sole 24 ore” del 9 aprile 2001 scrive: “Ormai non si fa più mistero che l’obiettivo vero è mettere in discussione la brevettabilità. Gli sconti che pur si fanno proprio al Sud Africa ma non solo, non bastano più. Sfondare sui farmaci HIV significa sfondare su tutto il resto. La questione quindi va molto al di là dell’industria farmaceutica. Lo slogan ‘non anteporre il profitto al diritto alla salute’ ha sicuramente un fondamento etico, ma alla lunga può essere tragico”. Provera, responsabile degli Esteri del partito capitalista Lega Nord, su “La Padania” del 20 aprile 2001, afferma: “Se nessuna casa farmaceutica può contare sul brevetto, la conseguenza è che caleranno notevolmente gli investimenti e la ricerca di alto livello. La solidarietà è giusta e doverosa. Ma questa deve essere una scelta, non un’imposizione che metta a repentaglio il sistema di mercato”. Il profitto viene messo in relazione col progresso, secondo la prassi propagandistica borghese: nulla di più lontano con la realtà, dove il profitto delle multinazionali è causa di un impoverimento impensabile dei popoli sfruttati.
In sede di WTO, gli USA hanno proposto di sanzionare il Brasile per la produzione di farmaci retrovirali a basso costo. Gli Stati Uniti hanno decretato l’embargo alle esportazioni della ditta indiana Cipla, colpevole di avere prodotto e commercializzato – senza l’autorizzazione delle multinazionali – farmaci anti-AIDS. In questa condizione è molto difficile per gli stati oppressi dall’imperialismo ribellarsi. Solo Cuba, il Bangladesh e la Thailandia hanno deciso di produrre farmaci retrovirali per conto proprio.
Che la cura anti-AIDS sia una cura di “classe” lo dimostro facilmente facendo un po’ i conti in tasca alla gente. Si tratta di medicine per ricchi benestanti, alle quali i poveri non hanno accesso. Tutta la vicenda AIDS è una vicenda di classe.
I trattamenti contro l’HIV sono messi a punto dalle multinazionali come le americane Bristol-Meyers Squib e Merck & Co., costano dai 10mila ai 15mila dollari l’anno. La spesa sanitaria nell’Africa sud sahariana raggiunge a stento i 37 dollari procapite annui. E’ evidente che le cure per l’AIDS possono essere accessibili solo agli occidentali (e devono pure essere degli occidentali benestanti). Tali cure, come peraltro già dimostrato non portano alla guarigione. Aggiungo che talvolta le multinazionali compiono riduzioni di prezzo transitorie fino al 90% per gli africani. Nonostante essere le cure restano comunque inaccessibili e servono solamente per far credere all’opinione occidentale che le multinazionali sono mosse da filantropia. Dunque si tratta di pura propaganda.
Così sono pura propaganda le elemosine imperialiste di Bill e Melinda Gates (presidente della multinazionale Microsoft e consorte) e della Glaxo. Insieme hanno promesso (ripeto soltanto “promesso”) di destinare duecento milioni di dollari alla lotta contro l’AIDS in Botswana. La Merck taglia per i paesi poveri i prezzi dei farmaci anti-AIDS (il famigerato AZT). Tutti possono dimostrarsi clementi agli occhi degli occidentali, ma questa politica “filantropica” americana contribuisce ad aumentare il debito di paesi già affamati. Il tutto avviene ben propagandato, ma è impossibile e “criminale” mettere in risalto che c’è una diretta correlazione tra l’aumento delle pestilenze e delle deficienze immunitarie (chiamiamole pure AIDS) con gli “immutabili” meccanismi di rapina del capitalismo internazionale: interi popoli potrebbero ribellarsi e rifiutare la squallida elemosina degli usurai della finanza mondiale! Nei casi in cui i popoli rifiutano le meschinità delle multinazionali, sono richiamati all’ordine con ogni mezzo necessario e vengono nuovamente sottomessi.
Appare più chiaro che l’AIDS è collegato al dominio della classe borghese internazionalista. Addossare la colpa delle condizioni inumane di vita degli africani ad un virus “naturale” esclude ogni responsabilità delle rapine imperialiste. Su questo ritornerò in seguito in un successivo capitolo di questa tragica vicenda. Per ora mi interessa dire che, dicendo che l’AIDS è una malattia prettamente africana, rilancia le teorie borghesi razziste e neocoloniali. Tali teorie identificano l’Africa come il solo vero focolaio dell’HIV. La diffusione dell’AIDS avverrebbe a causa degli sconsiderati usi sessuali dei negri, arrivando perfino a dire che i negri si sarebbero accoppiati con le scimmie. Queste teorie razziste, scientificamente false, servono ad additare l’africano come l’untore, creando nei lavoratori occidentali ostilità e desiderio di separazione nei confronti degli uomini di colore e degli immigrati. Così, in occidente, l’uomo emarginato, specie l’immigrato, non può integrarsi nella società… il capitalista può sfruttarlo come una bestia e nessuno avrà nulla da obiettare. Anche in questo caso dietro il virus HIV si nasconde uno sciovinismo imperialista reazionario.
L’AIDS – cioè le malattie e le debilitazioni varie che vengono classificate con questo nome – non si diffonde soltanto nei paesi depredati dall’imperialismo, ma anche in occidente non colpisce a caso come un virus naturale. “Casualmente” non colpisce a caso, ma sembra che colpisca in modo “classista”, aggredendo ovviamente la classe debole, specialmente la classe dei diseredati. Proponiamo il dato americano: negli USA l’81% delle donne sieropositive è di colore o ispanica, mentre queste due componenti insieme non raggiungono il 20% delle donne statunitensi. Anche nel ricco nord, l’AIDS colpisce gli strati popolari che vivono a stretto contatto col degrado.
Il collegamento dell’AIDS col modo di produzione capitalistico, ormai putrescente e mietitore ogni secondo di morte, è chiaro. Sono proprio le leggi del mercato neoliberista – tanto difese dai borghesi – ad accentuare la diffusione della povertà ed anche dell’AIDS. Tali leggi di mercato spingono la ricerca non in direzione di ciò che è più utile all’uomo, ma in direzione di ciò che rende di più: anabolizzanti, steroidi vari, psicofarmaci, anfetamine, droghe sintetiche più o meno legali, farmaci anti-tumorali dagli effetti disastrosi e riciclati quando si dimostrano a loro volta produttori di cancri (come il caso dell’AZT, riciclato per la lotta all’AIDS!).
Ho dimostrato che il filo nero che unisce capitalismo e epidemie (il caso dell’AIDS) esiste. Le multinazionali e i Governi capitalistici, col loro imperialismo predone, sono i responsabili di questa epidemia.

Non è possibile lottare per una umanizzazione del mercato. Non c’è possibilità di accordo tra etica e profitto. La lotta contro l’AIDS deve diventare lotta proletaria antimperialista! Il progresso della scienza deve essere al servizio della specie umana, non del profitto!