venerdì, 16 ottobre 2009
 E dopo 70 giorni dalla scomparsa di teo il dolore si rinnova,un altro angelo è volato al cielo...arrivederci Tato.
sussurrato da: cleopatra1997 alle ore 13:33

domenica, 13 settembre 2009
E gia..spero di rincontrarti un giorno e dirti quello che nont i ho detto, te ne sei andato troppo presto...se senza un motivo e questo ci sconvolge e ci fa stare ancora piu' male. VORREI SAPERE A CHE COSA E' SERVITO VIVERE,AMARE SOFFRIRE...SPENDERE TUTTI I TUOI GIORNI PASSATI SE PRESTO HAI DOVUTO PARTIRE....VOGLIO PERO' RICORDARTI COM'ERI PENSARE CHE ANCORA VIVI..VOGLIO PENSARE CHE ANCORA MI ASCOLTI E COME ALLORA SORRIDI...........TI VOGLIO BENE!!!!!!!!!! Non è orrenda la morte, ma la paura di essere dimenticati che la rende tale! ciao teo. Al di là di tutto ciò che vediamo, sentiamo, tocchiamo, esiste un'altra dimensione, un universo sconfinato che avvolge la nostra vita. E' da lì che veniamo, è lì che faremo ritorno. Nessun paradiso oltre le nuvole, ma un mondo reale quanto il nostro, che scorre su un'altra frequenza a un passo da noi e a volte ci sfiora. Ritorna. Magari in un dèjà vu, un sogno, una "coincidenza" inspiegabile. Ed ora te sei lì che stai facendo il tuo percorso spirituale e ti stai elevando... sei lì che ci osservi che studi i nostri piani vitali e metti mano ad essi.. sei lì che senti il nostro dolore e ci stai accanto... é' il cielo, la luce che splende dappertutto, sopra le nuvole. E' l'aereo trasparente che ci porta piu' in alto, molto di piu'. E' il blu che cambia per effetto di pensiero. E' la velocita' piu' veloce della luce. E' il pensiero. Pensiero senza contenuti ne' memorie. E' il passato, il presente, il futuro, svanito in un lampo continuo di felicita'. E' il mondo delle trasparenze, dell'etere, dello spirito infinito, il blu,la luce. E' volare senza paura di cadere a terra. Non c'e' !!! E' la notte illuminata dal pensiero creativo. E' il sogno dei sogni. E' l'incontro con lo spirito supremo chiamato me stesso. E' la devozione gioco del bambino mai cresciuto. Del bambino scrittore che si diverte a meditare, scrivere, amare e lasciarsi amare senza condizioni ne' ricatti. E' la certezza che la vita e' un ponte da attraversare con gioia e decisione. E' farlo con la penna guardandosi intorno con meraviglia ed ammirazione. E' la preghiera a Dio. E' riconoscere la scrittura come divinita' propria. Diventare divino, devozionale per Dio, per la scrittura, per la vita e l'umanita' che la gode. Per l'eterna rinascita della scrittura stessa. Divinita' sublimamente umana. E' la follia suprema che avvolge tutte le arti e conoscenze. E' la cosa mentale che diventa spirituale attraverso la pratica della scrittura. E' il puro piacere della mente. E' tanti piccoli pensieri messi uno accanto all'altro per diventare grande con il pensiero stesso. E' tutto quello che vuoi.
sussurrato da: cleopatra1997 alle ore 18:56

martedì, 28 aprile 2009
PRIMA LE MUCCHE...DOPO I POLLI...ORA I SUINI: TUTTO SECONDO COPIONE !
Postato il Lunedi 27 Aprile 2009 (5:47) di davide
DI H.S.
stampalibera.com


 Cominciano a montare il caso in TV per spargere panico, dicendo che non c’è nulla da temere…

Intanto il “Virus” si propaga…..in due giorni siamo passati dal Messico agli USA (dichiarato lo stato di emergenza nazionale sanitario) e alcuni casi sono stati segnalati in Europa: Francia in primis.
Riguardo la Francia, un fidato amico che lì risiede, mi scrive:
“Prove generali, per poi applicare la cosa a scala mondiale, molto più efficace di qualsiasi polizia o corpo speciale. In francia hanno appena votato una legge che punisce ” il riunirsi in luoghi pubblici o per strada” con la scusa di voler arginare i conflitti tra bande rivali nelle banlieu ( in realtà é un fenomeno marginale) una specie di coprifuoco camuffato.

A seguito: "Influenza delle 5.Captain Trips o Captain Tamiflu ?” (Debora Billi, Crisis); "Il pollo ha il raffreddore, lo zibetto la polmonite e il suino la febbre !” (Marcello Pamio, disinformazione.it); “La febbre suina, distoglie l’attenzione dai documenti sulla tortura" (Lori Price, legitov.org);

Se non credete alle strane coincidenze, vi invito leggere questi due articoli:

ANNO 2005: www.effedieffe.com (1)
ANNO 2009: www.effediffe.com (2)

Buona lettura..
h.s.

QUESTA EPIDEMIA E’ STATA PREDETTA DALLA RETE PIU’ DI SEI MESI FA…
DOPO LA CREAZIONE DELLA CRISI FINANZIARIA….STA SEGUENDO ORA QUELLA REALE….E FRA UN PAIO D’ANNI AVREMO QUELLA ALIMENTARE…
EVVIVA IL NUOVO ORDINE MONDIALE: CREA IL PROBLEMA….E PROPONI LA SOLUZIONE: Cossiga insegna! Un’epidemia di febbre dei maiali mai vista sinora è scoppiata in Messico uccidendo venti persone e infettandone un migliaio e si teme possa espandersi in Nordamerica.
sussurrato da: cleopatra1997 alle ore 17:07

giovedì, 02 aprile 2009

giovedì, aprile 02, 2009

Per non dimenticare la strage di Pizzolungo


Oggi 2 aprile 2009 ricordiamo la strage di Pizzolungo, strage progettata il 2 aprile 1985 per uccidere il giudice Palermo e che invece ha ucciso una mamma con i suoi due piccoli. La mamma si chiamava Barbara Asta, i figli si chiamavano Salvatore e Giuseppe. Per questa strage sono stati condannati nel 2004 in primo grado Balduccio di Maggio, Vincenzo Virga e Totò Riina quali mandanti della strage, mentre per quanto riguarda gli esecutori, in primo e secondo grado sono stati condannati Gioacchino Calabrò, Vincenzo Milazzo, Filippo Melodia. Ma la sentenza è stata cassata nel ’91 perché gli imputati non avrebbero commesso il fatto. Tra quei giudici c’era Corrado Carnevale.

Ci stringiamo attorno a Margherita con enorme affetto.

Speriamo che questo video aiuti a non dimenticare.



giovedì, 26 febbraio 2009

Un caloroso buongiorno a tutti voi viandanti del web che per puro caso o perchè gia conoscete il mio blog, passate di qui..da ieri finalmente non saro' piu' "latitante" finalmente dopo un anno sono riuscita a riavere la linea telefonica  questa volta in modo definitivo comincero' di nuovo a scrivere appena possibile i miei pensieri per ora vi lasio con questi disegni non miei in attesa di pubblicare qualcosa di mio a breve.


Crescere vuol dire avere il coraggio di non strappare le pagine della nostra vita ma semplicemente voltare pagina.
Crescere significa riuscire a superare i grandi dolori senza dimenticare.
Crescere significa avere il coraggio di guardare il mondo e di sorridere.
Crescere significa guardarsi indietro e abbracciare i ricordi senza piangere.
Crescere è saper distinguere la realtà dai sogni.
Crescere è sapersi rialzare dopo una brutta caduta.
Crescere... non tutti hanno voglia di crescere... forse perché sono consapevoli delle difficoltà che incontreranno crescendo...

jim morrison

Non mi sono turbato perché mi hai tradito, ma perché non potrò più fidarmi di te!

jim morrison

giovedì, 18 dicembre 2008

Eccomi di nuovo ogni tanto risorgo... da una chiavetta vodafone, ancora senza linea fissa, mi hanno assicurato che a fine gennaio tutto sara' a posto e speriamo...stavolta altrimenti vado in telecom direttamente a roma?...credo sia li non so datemi delucidazioni...cmq sta di fatto che parto di nuovo dal 26 all1 e sono cosi contenta , per questo in anticipo volevo fare a tutti voi un caloroso augurio di un felice natale quest'anno non potro' nemmeno mandare mail ad ogni mio singolo contatto purtroppo ma vi ho nei miei pensieri.Quindi come ogni anno anche quest'anno, anno di bilanci devo dire che quest'anno va molto meglio i miei bilanci sono piu' positivi dell'anno scorso ma sempre devo continuare a scavare dentro di me ho bisogno di risposte di capire il mio IO ci riusciro' ne sono certa..per cui quest'anno tutta la famiglia al mare il primo  ultimo dell'anno al mare , a casa...spero non l'ultimo...vi lascio augurarndovi un felice NATALE che i vostri sogni e desideri si avverino e ricordate per farli avverare basta pensare intensamente a quello che si vuole e aiutare la fortuna a donarcelo (non è cosi semplice ma ci si prova)..e non per ultimo che il vostro anno sia ricco di nuove sorprese possibilmente positive...

Solo due mesi fa non avrei mai creduto di tornare cosi presto eppure solo due mesi fa scrivevo questo..:

la vita è fatta di partenze di arrivi ma anche di ritorni ed io ritornero'...ne sono certa.

Ed io ritorno...nella mia amata terra.solo 5 giorni ma abbastanza per rigenerarmi, per pensare per cogliere, per assaporare, per sentire,per odorare, per sentirmi quella che non mi sento quando sono qui..perchè è cosi diverso..5 giorni di rilassamento di festa di stare insieme di ricordi, di speranze , di emozioni che rimarrano impresse nelle mente, come tutte le volte..

babbonataleanim.gif picture by cleopatra1997

sussurrato da: cleopatra1997 alle ore 12:56

martedì, 02 settembre 2008

Questa mia assenza dal blog è dovuta non ad un mio volere ma ad una causa di forza maggiore, il fatto che da maggio non ho la linea telefonica mi obbliga a non poter fare tutto cio che facevo prima anche con poco tempo..quindi da questo è dovuta la mia assenza , assenza che tra poco spero sara' placata dall'arrivo del tecnico simpaticissimo della telecom, che mettera' finalmente fine a questa cosa e installera' i   fili nel mio accoglientissimo appartamento e che finalmente forse riusciro' a ritornare dentro me stessa ovvero in questo blog, questa è la parte piu'  bella di me lo devo ammettere ,sono un pochino modesta ma ogni tanto ci vuole anche o no?..Mi dispiace moltissimo non riuscire a postare piu' nulla,  farvi sapere che sono ancora qui che questo blog fa parte di me della mia vita delle mie esperienze delle mie idee e che non abbandonero' mai..è la cosa che mi preme di piu'.Ora ..in questi mesi sono successe tantissime cose stare a spiegarle tutte non è il caso visto che sono collegata  con una chiavetta in prestito e devo stare molto attenta ai minuti che passo qui, quindi diciamo che tutto sommato ogni cosa che è stata fatta che è stata subita mi ha portata ad imparare qualcosa , ogni giorno che passa imparo qualcosa e questa è la cosa bella , finora bè credo di essere stata abbastanza in stallo...ferma li in un punto tutto mio, ma ora chi me lo fa fare dico io, ma no..meglio andare avanti guardare dritto davanti a se cercare lo scopo di ogni cosa ma poi prenderla con un sorriso,anche se a volte si fa davvero fatica..spero..di tornare qui molto presto con i miei soliti articoli di tutto un po'..tutto cio che io sono..ringrazio pero' carmen un utente anonimo che ha lasciato solo il nome per le bellissime parole grazie di cuore se vuoi lasciarmi l'inidirizzo del tuo blog possiamo parlare un po'..se ti. va.Ora vi lascio davvero..un abbraccio a tutti quelli che fino ad oggi mi hanno fatto compagnia e a chi me ne fara' di nuova. 

sussurrato da: cleopatra1997 alle ore 15:37

venerdì, 09 maggio 2008
 Alla fine, aggiunto video dell'ex DC Giovanni Galloni che a Rainews24 svela importanti retroscena sulle br]

-- 

Agguato di via Fani.

Nonostante trent’anni e numerosi processi dell’agguato di Via Fani, ancora oggi, non si è riusciti a ricostruire con esattezza le modalità dell’attacco, né quante persone vi parteciparono.

Sono circa le 9 del mattino del 16 marzo 1978. La Fiat 130 dell’On. Moro e l’Alfetta di scorta che percorrono via Trionfale svoltano in via Fani. Fanno pochi metri quando all’altezza dell’incrocio con via Stresa le due auto vengono bloccate da una Fiat 128 con targa diplomatica che provoca un tamponamento.

Negli istanti successivi...
i terroristi esplodono un numero impressionante di colpi. Vengono ritrovati 93 bossoli, ma i colpi sparati potrebbero essere di più. In questo inferno di fuoco vengono colpiti tutti gli uomini della scorta di Aldo Moro (Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Raffaele Iozzino e Francesco Zizzi) ma il Presidente della DC resta miracolosamente illeso.

Tre uomini della scorta, feriti ma ancora vivi, ricevono il colpo di grazi
a [1]. Perché? Cosa non dovevano dire?
sussurrato da: cleopatra1997 alle ore 22:56

giovedì, 01 maggio 2008
L'infanzia delle stragi
Salvatore Giuliano:mafia,politica e corpi dello stato

La carneficina durò un paio di minuti. Alla fine la mitragliatrice tacque e un silenzio carico di paura piombò sulla piccola vallata. Era il 1° maggio 1947 e a Portella della Ginestra si era appena compiuta la prima strage dell’Italia repubblicana: 11 morti, due bambini e nove adulti. 27 i feriti. Tutti poveri contadini siciliani. Che a sparare dalle alture, sulla folla radunata a celebrare la festa del lavoro, erano stati gli uomini del bandito Salvatore Giuliano, gli italiani lo scopriranno solo quattro mesi dopo, nell’autunno del 1947. Ma mai riusciranno a sapere chi armò la mano di quei briganti, comodi residui della storia, incarnazione di un fenomeno del passato, che ancora sopravviveva nella Sicilia dei compromessi e degli intrighi.
Ma chi era Salvatore Giuliano? Perché massacrò 11 innocenti? Chi trasformò  una   banda  di  predoni in
un’armata irredentista e separatista? Chi decise di utilizzare politicamente un bandito per spegnere le tensioni sociali della Sicilia del dopoguerra? E quale patto segreto lo Stato strinse con la mafia che lo eliminò dalla scena?

La vecchia credeva che fossero mortaretti e cominciò a battere le mani festosa. Rideva. Per una frazione di secondo continuò a ridere, allegra, dentro di sé, ma il suo sorriso si era già rattrappito in un ghigno di terrore. Un mulo cadde con il ventre all'aria. A una bambina, all’improvviso, la piccola mascella si arrossò di sangue. La polvere si levava a spruzzi come se il vento avesse preso a danzare. C'era gente che cadeva, in silenzio, e non si alzava più. Altri scappavano urlando, come impazziti. E scappavano, in preda al terrore, i cavalli, travolgendo uomini, donne, bambini. Poi si udì qualcosa che fischiava contro i massi. Qualcosa che strideva e fischiava. E ancora quel rumore di mortaretti. Un bambino cadde colpito alla spalla. Una donna, con il petto squarciato, era finita esanime sulla carcassa della sua cavalla sventrata. Il corpo di un uomo, dalla testa maciullata cadde al suolo con il rumore di un sacco pieno di stracci. E poi quell'odore di polvere da sparo.
La carneficina durò in tutto un paio di minuti. Alla fine la mitragliatrice tacque e un silenzio carico di paura piombò sulla piccola vallata. In lontananza il fiume Jato riprese a far udire il suo suono liquido e leggero. E le due alture gialle di ginestre, la Pizzuta e la Cumeta, apparvero tra la polvere come angeli custodi silenti e smarriti.
Era il l° maggio 1947 e a Portella della Ginestra si era appena compiuta la prima strage dell'Italia repubblicana

La strage di portella della ginestra

C'è tanta gente a Portella della Ginestra, il primo maggio del '47, accorsa da San Cipirrello, San Giuseppe Jato, Piana degli Albanesi, a rinnovare una tradizione che, ripristinata dopo la caduta del fascismo da cui era stata repressa, risale all'ultimo Ottocento. Come in altre occasioni l'atmosfera è vivida, quella d'una festa, corroborata comunque da una particolare contingenza. In tutte e tre le cittadine alle elezioni del 20 aprile ha vinto il Blocco del popolo: quando a Montelepre, Giardinello e Partinico, nello stesso circondario, si è avuta una netta vittoria dei separatisti di Varvaro, su indicazione di Giuliano.

Da tempo è animazione nelle campagne, dove le camere del lavoro guidano le occupazioni, forti dei decreti Gullo e Segni, che consentono ai contadini di far propri, associati in cooperative, i terreni mal tenuti e incolti. E restii a subire gli eventi, i proprietari dei feudi reagiscono come è consuetudine, mentre fanno le loro puntate sulla politica. Timorosi delle sorti del vecchio latifondo, hanno sostenuto il separatismo di Finocchiaro Aprile, ma hanno fatto presto a togliere il "mandato" quando nell'incalzare degli eventi ne hanno avvertito la caducità. Hanno incrociato allora il partito monarchico, cavandone una postazione autonoma per chiamare a intese, e un'arma da brandire all'occasione. Ma si tratta di un contratto a tempo, giocato ancora sulle tattiche. Mentre s'accende nell'isola la febbre contadina, i proprietari di terre, con il loro seguito di gabelloti, campieri e capimafia, trovano infine una sponda nel centrismo DC, che nel palermitano reca le movenze e gli stili di Bernardo Mattarella.

lunedì, 28 aprile 2008

E' andato in onda la scorsa settimana un bellissimo film a mio parere, sulla Banda della Magliana ma chi era davvero questa banda?.. certo il film si chiama proprio Romanzo Criminale è un po' romanzo un po' storia ma per capire ecco..

Entra nel sito

La banda della Magliana

Cercare di comprendere che cosa sia stata la Banda della Magliana e cosa abbia rappresentato per la storia italiana degli ultimi anni significa addentrarsi in un buco nero che risucchia in sé oltre un decennio di storia italiana e centinaia di personaggi, collegati fra loro da fili sottili e quasi invisibili.
Cominciò tutto quando – sul finire degli anni Sessanta - un gruppo di giovani malavitosi romani ebbe l’idea di unire le forze dei vari gruppi della criminalità che agivano, speratamente, in molti quartieri della capitale e in zone limitrofe, come Acilia. Proprio come stava tentando
Raffaele Cutolo a Napoli con la Nuova Camorra Organizzata (NCO), deliquenti di rango come Franco Giuseppucci, Nicolino Selis, Maurizio Abbatino, Enrico De Pedis
decidono di eliminare le infiltrazioni esterne alla città e assumere il controllo diretto di tutti gli affari illeciti della capitale.
Nata, quindi, come organizzazione criminale dedita al traffico della droga e ai
sequestri di persona, la Banda – che da subito verrà identificata come la Banda della Magliana, dal nome del quartiere in cui viveva gran parte dei suoi capi – diventa nel giro di pochi anni una vera holding politico-criminale, in stretti rapporti con mafia, camorra, ‘ndrangheta
, ma anche con esponenti del mondo della politica, nonché dell’estrema destra eversiva, pronta al salto verso il terrorismo.
Traffici illeciti (nel periodo di maggiore attività non un grammo di cocaina veniva da fonti estranee alla
Banda), ma anche grandi lotte di potere intestine: l’eliminazione di Franco Nicolini, detto "er criminale", boss dell’ippodromo di Tor di Valle, ma anche la faida con la famiglia Proietti, legata a quest’ultimo, in cui perderà la vita Giuseppucci, il principale collegamento con gli esponenti dello spontaneismo armato di destra.
Tutto questo sotto gli occhi di una Roma e di un’Italia attravversate da fenomeni duri: gli anni di piombo che insanguinano il paese sul finire degli anni Settanta e l’inizio del decennio successivo.
Una Banda – la
Banda della Magliana – senza un vero capo, ma sulla quale prende il sopravvento, di volta in volta, la figura criminale del momento e che, fatalmente, finisce al centro dei tanti intrighi di potere che si sviluppano in quegli anni: il caso Moro su tutti e poi l’omicidio Pecorelli, i depistaggi nell’inchiesta sulla strage alla stazione di Bologna, l’attentato a Roberto Rosone, vice presidente del Banco Ambrosiano, inevitabilmente legato al caso Calvi, i rapporti con il gran maestro della Loggia P2, Licio Gelli, l’arsenale custodito nei sotterranei del Ministero della Sanità, i legami di una delle sue figure di spicco, Enrico De Pedis, con la scomparsa di Emanuela Orlandi, appendice misteriosa dell’attentato al Papa.
Chi indaga sui misfatti della storia d’Italia degli anni anni Settanta e Ottanta, prima o poi si trova ad afferrare un filo che, se riavvolto, porta a quel quartiere nella zona sud della capitale e a quel gruppo criminale (ma non solo) che aveva deciso di impadronirsi della città.

sussurrato da: cleopatra1997 alle ore 19:56